Febbraio 2008
Uno dei miei corrispondenti contende
che il mondo sia grigio. Il che mi riporta agli scritti di
maestro Nishijima: a lui era parso che, se fosse stato
l'insegnamento del Buddha limitato a dire che il mondo è solo
sofferenza, non si doveva infastidire: lo avevamo notato.
Poco fa', facevo osservare ad un allievo di
francese che il mondo è una maraviglia, ma anche un'infezione.
Il problema stando a che ci vuole imparare a scoprire ed apprezzare
tale maraviglia, mentre l'infezione s'impone a noi senza tante
discussioni. Se non impariamo ad apprezzare quei momenti
dell'esistenza che maravigliosi sono, non avremo altro a disposizione
che gli orrori senza conto che attorno a noi pullullano, senza tanta
tregua.
Il mondo è grigio solo a modo della
statistica. In un'immagine in bianconero, si va dal bianco fino al nero
tra innumerevoli sfumature di grigio. In un'immagine a colori, si passa
dall'ultraviola al infrarosso tra tutto l'arcobaleno.
Ma vi sono culture in cui non c'è
parola specifica per differenziare il blu dal verde. In irlandese cosi'
come in giapponese, la stessa parole dice l'uno come l'altro.
Sarà a dire che queste nazioni non fanno la differenza tra
il blu ed il verde? Ovviamente no. Ma per fare questo servizio, ci
vogliono gli artifizi. IL fatto di non saperli esprimere non ci
consente di ridurli al grigio.
Il mondo è bello, il mondo è brutto. Il mondo non è bello, il mondo non è brutto. Il mondo è né bello, né brutto. Non è che il mondo non sia bello, e non è che non sia brutto. E'. Il resto lo fa' il nostro apprezzamento. Forse dovremmo darci l'utile di badarci.
Mxl