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© Nanabozho (il Coniglio Magno)
Aggiornamento di questa versione italiana : 13 novembre 2006

 

Si potrà trovare la versione originale inglese di questo documento a:
The Original Versionhttp://home.att.net/~sotozen/

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Ringrazio il Sig. Mitchell per la sua cortese autorizzazione a fare questa versione del suo lavoro. Per la pronuncia della traslitterazione Pinyin, si prega riportare alla Tavola delle traslitterazioni dal Pinyin al Wade-Giles ed al Giapponese

Shitou Xiqian e Qingyuan Qingsi

Huineng morì a Caoxi nel 713, lasciando dietro a lui più di quaranta successori nel Dharma. Parecchi di loro sembrano essersi ritirati nelle montagne, abbandonando la vita e la carriera dell'insegnamento nei monasteri chan stabiliti, che non dovevano essere neanche numerosi, in quel periodo remoto. Ma due dei discepoli di Huineng trasmisero il Dharma da mente a mente, dal Sesto Patriarca fino ai due principali antenati delle scuole chan avendo sopravissuto in Cina: Nanyue Huaizhang (677-744) diventò il maestro di Mazu, mentre Qingyuan Qingsi (660-740), che insegnava nel (monastero del) Monte Qingyuan nel Jiangxi, nominò Shitou Xiqian in quanto successore nel Dharma nel 740.

Poche cose sono superstite su di Qingsi nelle storie chan del periodo Song, pur menzionando specificamente il Jingde chuan deng lu ch'egli era l'allievo più eminente di Huineng. Ciò condusse qualche storici allo specolare che Qingsi potrebbe esser stato inventato dagli storici Song per documentare un lignaggio autentico tra gli successori di Shitou e Huineng. Ma si potrebbe pure che non si sappia gran' ché su di lui. Checchenesia, la biografia ed i Collogui di Qingsi danno qualche informazioni importanti su di Shitou Xiqian. Particolarmente interessante la circostanza in cui Shitou, avendo lasciato Huineng mentre era solo un giovanotto tredicenne, viene indicato nel testo quanto già chiaramente svegliato, dimodoché il proposito di Qingyuan è solo di verificare il suo intendimento e dargli la successione nel Dharma.

Al momento in cui il Sesto Patriarca stava morendo, un giovane monaco dal nome di Xiqian chiese: "Dove andrò dopo della sua morte?" Il Sesto Patriarca rispose: "A questa domanda dovrai rispondere tu stesso."

Dopo della morte di Huineng, Shitou era tranquillamente seduto in meditazione, come fosse lui ad esser morto. Il decano degli monaci gli disse: "E' andato via il maestro; perché star seduto?" Shitou rispose "E' quel che mi disse lui di fare." Il decano gli disse: "D'ora in poi, il tuo maestro sarà Qingsi, che vive a Qingyuan. Sin da oggi sarà lui ad istruirti --- t'imbroglierai a stare da solo." Shitou accettò il consiglio, s'inchinò davanti alla spoglia del Sesto Patriarca e partì per il monastero di Qingyuan.

Qingsi gli chiese da dove veniva. Shitou rispose che arrivava da Caoxi. Qingsi chiese "Cosa ti sei portato con te?" Shitou rispose: "Avevo tutto quello che mi serviva prima di andare a Caoxi." Qingsi gli disse "In tal caso, perché ci sei stato?" Shitou rispose: "Se non ci fossi stato, come lo avrei saputo?"

Shitou chiese a Qingsi: "Conosceva Lei il maestro di Caoxi?" Qingsi disse: "Mi conosci a me?" Shitou disse "Se La conoscessi, La capirei ?" Qingsi disse: "Ho parecchie bestie da corna, ma ho una licorna sola." [Qingsi intende che ha parecchi allievi, ma che, tra di loro, Shitou è unico.]

Shitou chiese allora: "Quando è Lei arrivato qui dopo l'aver lasciato Caoxi?" Qingsi disse: "Non mi pare di aver lasciato Caoxi." Shitou disse: "Non ho ubbidito al maestro di Caoxi col venire qui." Qingsi disse: "Io so benissimo da dove vieni [cioè, dalla vacuità]." Shitou disse: "Sono fortunato che Lei abbia quell'intendimento."

Più tardi, quando Qingsi gli rifece la domanda, Shitou replicò: "Da Caoxi." Qingsi produsse il suo scacciamosche e chiese: "Esiste qualcosa del genere a Caoxi?" Shitou disse: "Non c'è nulla del genere in tutta l'India, quanto meno a Caoxi." -- "Sei mai stato in India, come lo puoi sapere?" -- "Se fossi stato in India, allora esisterebbe", ritorse Shitou. Qingsi disse: "Non c'è mai stato nulla del genere, per cominciare. Spiegamelo meglio." Shitou disse: "Ne dovrebbe spiegare una parte Lei stessa, e non riposarsi del tutto su di me." Qingsi gli disse: "Non è ch'io abbia voglia di parlare per té -- è solo che nessuno capirebbe di che parlo."

Qingsi chiese a Shitou di portare una lettera da Huaizhang in Nanyue. "Dovrai tornare presto dopo l'aver portata. Ho un'ascia da regalarti per quando dirigerai il tuo proprio tempio. " Shitou andò a presentare la lettera di Qingsi a Huaizhang, ma gli chiese dapprima: "Com'è, una volta che non si ha più bisogno di maestri, ma che il proprio intendimento non è ancora stato riconosciuto?" Maestro Huaizhang disse: "Quella è proprio una domanda difficile, non potresti chiedermi qualcosa più semplice?" Shitou disse: "Pur dovendo rinascere senza fine, non potrei giungere alla liberazione col seguire maestri." Huaizhang mantenne il silenzio e Shitou tornò a Qingsi.

Qingsi gli disse: "Hai fatto presto. Hai portato il mio messaggio?" Shitou rispose "Nessun messaggio è stato consegnato e nessuna notizia è stata comunicata." Qingsi disse: "Cosa vuoi dire?" Shitou riportò quanto aveva fatto eppoi, disse a Qingsi: "Lei mi aveva detto che mi darebbe un'ascia prima che partissi: mi la vada prendere adesso." Qingsi si alzò dalla sua sedi. Shitou Xiqian s'inchinò davant i a lui e partì subito per il Monte Meridionale.

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Qingsi regge un scacciamosche di cerimonia, abitualmente fatto di crino di cavallo legato ad un manico di legno, che porta l'abbate di un tempio. Questo dialogo è stato ampiamente commentato dal maestro giapponese Keizan (1268-1325), della scuola Sôtô, nel Dentoroku (Trasmissione della Lampada). Il senso della storia è quanto segue: Qingsi tenta di prendere Shitou nella trappola della dimenticanza della vera natura dei fenomeni. A Caoxi, proprio come in India, niente esiste essenzialmente, tranne la vacuità. Ma Shitou non si lascia prendere a dover formulare un enunciato dualista su della vacuità, il che non è comunque possibile --- a meno che Qingsi non cominci! *

Un'ascia è in Cina simbolo di autorità. Forse si tratta di una specie qualsiasi di ascia cerimoniale. I "maestri" cui si parla qui son ben più delle autorità spirituali o esperti --- la parola cinese viene qui tradotta da "savi", o persino "santi". *

[Ritorno all'indice degli Antenati dello Zen Sôtô in Cina]

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